In appello ridotta condanna Diana Bracco

La Corte d'Appello di Milano ha ridotto da 2 anni a 1 anno e 9 mesi la condanna di Diana Bracco, ex vicepresidente di Confindustria ed ex presidente di Expo 2015 spa, che era accusata di frode fiscale e appropriazione indebita in qualità di presidente del cda della Bracco spa. In particolare, una parte dell'imputazione fiscale è stata cancellata in secondo grado dalla prescrizione, mentre da quella di appropriazione indebita Bracco è stata prosciolta per mancanza della querela da parte della società e sulla base delle nuove norme. La Procura contestava all'industriale una presunta frode fiscale da circa 1 milione di euro che sarebbe stata da lei realizzata abbattendo l'imponibile attraverso fatture inesistenti per spese personali, come la manutenzione di una barca o di case in località turistiche, fatte confluire sui bilanci delle società del gruppo. Il difensore di Bracco, l'avvocato Giuseppe Bana, sottolineando "l'importante riduzione della pena", ha chiarito che "ricorreremo in Cassazione".

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